Un toy.
Un passaggio.
Un archivio segreto.
Questo progetto non nasce per stare fermo. Nasce per partire. Io regalerò il primo art toy a una persona scelta da me. Quella persona lo terrà con sé per un periodo, poi lo passerà a qualcuno che ritiene meritevole. Poi ancora. E ancora.
Nessuna rotta prestabilita. Nessun finale già scritto. Solo un oggetto che attraversa persone, luoghi, momenti e lascia dietro di sé una memoria privata.
Non è solo
un art toy
È un esperimento umano. Un oggetto fisico che cambia mani nel tempo. Un passaggio reale, deciso dalle persone. Un piccolo test di fiducia, istinto e connessione.
Ogni nuovo keeper riceve il toy, lo vive, lo porta dentro il proprio mondo e, quando sente che è il momento, lo affida a qualcun altro.
Il toy non ha un proprietario definitivo. Ha solo keeper temporanei.
Passa.
Il viaggio è semplice.
Il risultato no.
Il progetto è semplice da dire e impossibile da controllare davvero. Ed è esattamente per questo che ci piace.
Parte da me
Il primo passaggio comincia da Panicomio.
Viene custodito
Chi lo riceve se lo tiene per un periodo, lo fotografa, lo porta con sé, gli lascia addosso il proprio pezzo di realtà.
Viene passato
Quando arriva il momento, il toy viene regalato a una nuova persona ritenuta meritevole.
Lascia una traccia
Avvicinando il telefono al toy, si accede a una pagina privata collegata al progetto.
Ogni passaggio lascia un timbro.
Ma non è pubblico.
Ogni keeper può registrare il proprio passaggio attraverso un timbro virtuale. Dentro questa pagina privata possono essere lasciati nome, cognome, foto, link, dettagli del momento, pensieri, coordinate, frammenti.
Ma tutto questo non viene mostrato pubblicamente. Le firme restano nell’archivio del progetto.
Forse un giorno verranno aperte. Forse diventeranno una mostra. Forse un’installazione. Forse un libro.
Entry list
Il viaggio è attivo
Non tutto va mostrato subito. A volte è più interessante sapere che qualcosa sta succedendo, senza vederlo completamente.
L’archivio cresce in silenzio. Il toy continua a muoversi.
Forse alla fine
diventa una mostra
Questo progetto non ha un finale definito. Ed è proprio questo il suo punto.
Se il viaggio crescerà abbastanza, tutto il materiale raccolto potrebbe trasformarsi in qualcosa di nuovo: una mostra finale, un’installazione fisica e digitale, un archivio esposto, una pubblicazione, una mappa del percorso.
Il finale non è il controllo. Il finale è scoprire fin dove è arrivato il passaggio.
Il toy, senza rumore intorno
Non sappiamo dove arriverà.
E infatti non vogliamo forzarlo.
Questo art toy è stato pensato per muoversi, cambiare mani, accumulare memoria e lasciare una scia invisibile fino a quando, forse, tutto questo verrà rivelato. Fino ad allora il progetto resta vivo sottopelle.
Un oggetto fisico. Una memoria privata. Un finale ancora sconosciuto.